FUORI E DENTRO IL BORGO
..."Sedetevi un attimo di fronte al mondo. Solo per dare un occhiata. Notate quanto i vostri pensieri sembrino vaghi. E allora buttatevici dentro..."
"Fuori e dentro il borgo"è il titolo del primo libro scritto da Luciano Ligabue. Uscito nel 1997, raccoglie una quarantina di brevi racconti che ripercorrono la vita della provincia emiliana e quella dello scrittore.
Il libro riscuote un grande successo, ed è ben accolto sia dal pubblico sia dalla critica, tanto da aggiudicarsi i premi "Elsa Morante" e "Città di Fiesole".
Il libro permette a Ligabue di aggiudicarsi ilpremio Elsa Morante e apre la strada per un altro sorprendente debutto: nel 1998 i racconti del libro diventano la traccia di base per la sceneggiatura del film "Radiofreccia", scritto e diretto da Luciano Ligabue e prodotto daDomenico Procacci. Il film racconta uno spaccato dell’Emilia e dell’Italia nella seconda metà degli anni ’70 e riscuote consensi unanimi, dal botteghino alla critica, aggiudicandosi 3 David di Donatello e 2 Nastri d’Argento ed entrando, nel 2006, nell’archivio cinematografico permanente del MoMa di New York.
TRAMA
Personaggi bizzarri (come il Bonanza, appassionato di cinema, che alla fine di ogni film ne ripropone al pubblico occasionale le scene madri, l'incredibile scommettitore capace di trangugiare qualsiasi cosa...) si avvicendano sulla scena.
Lo scrittore alterna racconti bizzarri, quasi comici, ad altri più riflessivi, introspettivi ed autobiografici, che parlano di difficoltà e momenti particolari come, ad esempio, la morte dell'inquilino del piano di sopra, ovvero lo scrittore Pier Vittorio Tondelli; o "Certe notti" cantata con l'altro famoso Luciano della musica italiana, Pavarotti.
Ciò che lega tutti i personaggi (protagonisti o comprimari) è la presenza del medesimo fondale scenico: il borgo di Correggio, luogo dove l'autore è nato e cresciuto, e dove va a rifugiarsi quando deve, a suo dire, "staccare la spina".
Il tipo di scrittura è semplice e genuino, surreale e realista come quello di un "cantastorie".
Il libro riscuote un grande successo, ed è ben accolto sia dal pubblico sia dalla critica, tanto da aggiudicarsi i premi "Elsa Morante" e "Città di Fiesole".
Il libro permette a Ligabue di aggiudicarsi ilpremio Elsa Morante e apre la strada per un altro sorprendente debutto: nel 1998 i racconti del libro diventano la traccia di base per la sceneggiatura del film "Radiofreccia", scritto e diretto da Luciano Ligabue e prodotto daDomenico Procacci. Il film racconta uno spaccato dell’Emilia e dell’Italia nella seconda metà degli anni ’70 e riscuote consensi unanimi, dal botteghino alla critica, aggiudicandosi 3 David di Donatello e 2 Nastri d’Argento ed entrando, nel 2006, nell’archivio cinematografico permanente del MoMa di New York.
TRAMA
Personaggi bizzarri (come il Bonanza, appassionato di cinema, che alla fine di ogni film ne ripropone al pubblico occasionale le scene madri, l'incredibile scommettitore capace di trangugiare qualsiasi cosa...) si avvicendano sulla scena.
Lo scrittore alterna racconti bizzarri, quasi comici, ad altri più riflessivi, introspettivi ed autobiografici, che parlano di difficoltà e momenti particolari come, ad esempio, la morte dell'inquilino del piano di sopra, ovvero lo scrittore Pier Vittorio Tondelli; o "Certe notti" cantata con l'altro famoso Luciano della musica italiana, Pavarotti.
Ciò che lega tutti i personaggi (protagonisti o comprimari) è la presenza del medesimo fondale scenico: il borgo di Correggio, luogo dove l'autore è nato e cresciuto, e dove va a rifugiarsi quando deve, a suo dire, "staccare la spina".
Il tipo di scrittura è semplice e genuino, surreale e realista come quello di un "cantastorie".

