sabato 15 febbraio 2014

"Nome e Cognome"


  1. Intro - 1:02
  2. Il giorno dei giorni - 4:21
  3. Happy Hour - 4:14
  4. L'amore conta - 4:23
  5. Cosa vuoi che sia - 3:36
  6. Le donne lo sanno - 4:26
  7. Lettera a G. - 5:20
  8. Vivere a orecchio - 3:49
  9. Giorno per giorno - 4:50
  10. È più forte di me - 4:02
  11. Sono qui per l'amore - 4:45

Pubblicato il 16 settembre 2005, il disco esce tre anni dopo l'ultimo lavoro di inediti di Ligabue, differenziandosi dai precedenti album per la ricerca di nuove sonorità (sempre restando nel campo rock), grazie anche alla collaborazione con musicisti che hanno integrato (e in qualche caso sostituito) la band in fase di incisione dell'album.
 Il titolo dell'album deriva da un verso dell'ultima traccia, Sono qui per l'amore, e vuole manifestare una certa attinenza con la propria vita e i propri alti e bassi: l'autore stesso definendo l'album ha parlato di una sorta di "autoritratto", di un "autoscatto dell'anima". Nelle liriche non si ritrova il Ligabue crudo, diretto e spontaneo dei primi album, e nemmeno quello disilluso, realista e un po' visionario di Buon compleanno Elvis e Miss Mondo, ma piuttosto un Ligabue riflessivo, romantico e più legato ai temi della quotidianità e del rapporto sentimentale con l'altro sesso, come lui stesso dichiara.
L'accoglienza del pubblico è calorosa, il disco entra direttamente in prima posizione nelle classifiche di vendita italiane, vendendo 250.000 copie solo nella prima settimana di commercializzazione. Il 30 luglio 2006, dopo ben 45 settimane di presenza in classifica, ritorna il primo disco più venduto in Italia.

sabato 1 febbraio 2014

Radiofreccia

RADIOFRECCIA

« Io credo che fare il regista sia una cosa molto lontana dalla mia natura. La musica è un'esperienza più immediata. Il cinema ha a che fare con i filtri, con la progettazione, e quelli non sono i miei modi. Però ho sentito che era un'offerta che non potevo rifiutare. Volevo raccontare una storia, volevo immortalare un mondo e ricordare i miei quindici anni, e quello era il modo migliore di farlo. »
 Nel 1998, dopo la pubblicazione di "Fuori e dentro al borgo", Luciano Ligabue pubblica il suo primo film che ha come base alcuni racconti del libro.
E' il primo film scritto e diretto dal cantautore ed ottiene un inaspettato successo, tanto che riceve tre David di Donatello, due Nastri d'argento..

LA TRAMA
È la notte del 20 giugno 1993: Bruno Iori, il deejay di Radiofreccia, all'alba del diciottesimo anniversario della fondazione della stessa, decide di chiuderla. Prima di farlo rievoca gli anni passati, partendo proprio dagli episodi che portarono alla creazione di quella che un tempo era Radio Raptus. Il  flashback risale al 1975 in una cittadina emiliana identificata da molti come  Correggio, il borgo di Ligabue.
Bruno, ragazzo affascinato dalla musica, fonda la propria radio, chiamata Raptus. Aiutato dai suoi amici Iena, Tito, Boris, e soprattutto Freccia, Bruno vedrà crescere sempre di più la sua radio, che però perderà la connotazione di libertà per diventare sempre più una realtà commerciale.
La vita dei suoi amici non sarà per niente facile..  Tito tenterà di uccidere il padre che abusava della sorella, mentre Iena sposerà una donna che lo tradirà con Boris il giorno stesso delle nozze, durante il ricevimento. La sorte peggiore toccherà però a Freccia, che cadrà nella tossicodipendenza a causa della sua relazione con una ragazza eroinomane.
La sua dipendenza gli farà perdere il lavoro e gli procurerà diverse frizioni con i suoi amici, ed in particolar modo con Bruno, e gli causerà molti guai con la giustizia. L'amore di Marzia lo farà riprendere, ma la delusione d'amore con Cristina, la cugina della moglie di Iena lo farà ripiombare fatalmente nella droga. Dopo la sua morte, Radio Raptus verrà ribattezzata, in suo onore, Radiofreccia.
  • Stefano Accorsi: Freccia
  • Luciano Federico: Bruno
  • Cosima Coccheri: Ragazza eroinomane
  • Paolo Cremonini: Omero
  • Fulvio Farnetti: Virus
  • Ottorino Ferrari: Pluto
  • Serena Grandi: Madre di Freccia
  • Francesco Guccini: Adolfo
  • Manuel Maggioli: Bonanza
  • Alessio Modica: Iena
  • Antonella Tambakiotis: Nadia
  • Cristina Moglia: Cristina
  • Patrizia Piccinini: Marzia
  • Enrico Salimbeni: Tito
  • Paolo Maria Scalondro: Carlo
  • Davide Tavernelli: Kingo
  • Roberto Zibetti: Boris 
"Fuori come va?


E' il settimo album inciso dal cantautore rock  Luciano Ligabue, pubblicato il 26 aprile 2002. Nel disco sono presenti anche due canzoni, Libera uscita e Questa è la mia vita, realizzate per il film Da zero a dieci e inserite nel disco, uscito pochi mesi dopo il film, dopo la decisione di non realizzarne un disco con la colonna sonora, come avvenne invece nel 1998 dopo l'uscita nei cinema di Radiofreccia, il primo film del cantautore emiliano.



  Tracce
  1. Nato per me 
  2. Tutti vogliono viaggiare in prima
  3. Ti sento
  4. Questa è la mia vita
  5. Tu che conosci il cielo
  6. Il campo delle lucciole
  7. Voglio volere
  8. Eri bellissima
  9. Libera uscita
  10. Tutte le strade portano a te
  11. In pieno rock'n'roll
  12. Chissà se in cielo passano gli Who 
 
  Il settimo album in studio di Ligabue, "Fuori come va?" dà avvio a una nuova serie di concerti che culmina in un tour senza precedenti in Italia: l’artista si esibisce (con line up e scalette differenti) nei palasport e nei teatri con un doppio spettacolo itinerante. 
"Da zero a dieci" 
 
 ..."C'ho quasi quarant'anni e pago le tasse, chi è che mi rappresenta? Chi è che parla per me? Chi è che mi sta anche solo a sentire? E poi si può sapere perché a Rimini il tramonto va sulle case, il tramonto va sul mare? Cazzo! Com'è? Com'è che ci rovesciate sempre tutto? (Baygon)"...



Da zero a dieci è un film del 2002 diretto dal cantante Luciano Ligabue, alla sua seconda esperienza registica dopo il successo di Radiofreccia.Il film è stato presentato in una proiezione speciale della Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 2002.

TRAMA 
 
Baygon, Libero, Biccio e Giove sono quattro amici quasi quarantenni che vivono a Correggio e conducono una vita abbastanza tranquilla. Durante l'estate del 2000 decidono di trascorrere un fine settimana a Rimini, giusto venti anni dopo quello bruscamente interrotto a causa della morte del più giovane della compagnia, Mirco, appena sedicenne, nell'attentato alla stazione di Bologna. Tutto, dalla camera di albergo alle compagne di avventura, verrà programmato da Libero in ricordo di quella esperienza, con l'illusione di poter riafferrare le briglie di sentimenti e follie ormai lontani.
Durante la loro vacanza, Libero si preoccuperà di organizzare i "compleanni", ovvero giornate dedicate alla realizzazione dei desideri e delle aspirazioni di ciascuno dei quattro: e così Giove, aspirante musicista con la mania di chiedere a tutti di dare voti - da 0 a 10 - alle proprie vite, si ritroverà a cantare l'unica canzone da lui scritta su un palco appositamente allestito; Baygon, goliardico quanto scarso latin-lover, potrà trascorrere la notte con quattro prostitute; Biccio, medico omosessuale, potrà sfilare per la città su una carrozza in abiti da drag queen; addirittura Mirco avrà il suo posto, con una commemorazione nella sala tv della pensione presso la quale i quattro amici alloggiano, commemorazione che in realtà si trasformerà in una amara resa dei conti tra Libero, che in vent'anni non è riuscito a smorzare il divorante senso di colpa per la morte del compagno d'avventure (lasciato partire da solo in treno mentre gli altri si erano già organizzati diversamente) ed i tre, accusati d'averne cancellato il ricordo ma in realtà tutti ancora profondamente feriti, sebbene intimamente convinti che il trascorrere del tempo non lo si possa arginare, né si possa accettare di lasciarsi distruggere dal dolore.
Quello stesso dolore che spingerà Libero, la cui esistenza è, oltretutto, drammaticamente contrassegnata dalla dialisi, a partecipare ad una corsa clandestina a folle velocità sul circuito di Misano e che gli costerà la vita, forse liberandolo così definitivamente dai suoi fantasmi d'infelicità.

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