"Da zero a dieci"
..."C'ho quasi quarant'anni e pago le tasse, chi è che mi rappresenta?
Chi è che parla per me? Chi è che mi sta anche solo a sentire? E poi si
può sapere perché a Rimini il tramonto va sulle case, il tramonto va sul mare? Cazzo! Com'è? Com'è che ci rovesciate sempre tutto? (Baygon)"...
Da zero a dieci è un film del 2002 diretto dal cantante Luciano Ligabue, alla sua seconda esperienza registica dopo il successo di Radiofreccia.Il film è stato presentato in una proiezione speciale della Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 2002.
TRAMA
Baygon, Libero, Biccio e Giove sono quattro amici quasi quarantenni che vivono a Correggio e conducono una vita abbastanza tranquilla. Durante l'estate del 2000 decidono di trascorrere un fine settimana a Rimini, giusto venti anni dopo quello bruscamente interrotto a causa della morte del più giovane della compagnia, Mirco, appena sedicenne, nell'attentato alla stazione di Bologna. Tutto, dalla camera di albergo alle compagne di avventura, verrà programmato da Libero in ricordo di quella esperienza, con l'illusione di poter riafferrare le briglie di sentimenti e follie ormai lontani.
Durante la loro vacanza, Libero si preoccuperà di organizzare i "compleanni", ovvero giornate dedicate alla realizzazione dei desideri e delle aspirazioni di ciascuno dei quattro: e così Giove, aspirante musicista con la mania di chiedere a tutti di dare voti - da 0 a 10 - alle proprie vite, si ritroverà a cantare l'unica canzone da lui scritta su un palco appositamente allestito; Baygon, goliardico quanto scarso latin-lover, potrà trascorrere la notte con quattro prostitute; Biccio, medico omosessuale, potrà sfilare per la città su una carrozza in abiti da drag queen; addirittura Mirco avrà il suo posto, con una commemorazione nella sala tv della pensione presso la quale i quattro amici alloggiano, commemorazione che in realtà si trasformerà in una amara resa dei conti tra Libero, che in vent'anni non è riuscito a smorzare il divorante senso di colpa per la morte del compagno d'avventure (lasciato partire da solo in treno mentre gli altri si erano già organizzati diversamente) ed i tre, accusati d'averne cancellato il ricordo ma in realtà tutti ancora profondamente feriti, sebbene intimamente convinti che il trascorrere del tempo non lo si possa arginare, né si possa accettare di lasciarsi distruggere dal dolore.
Quello stesso dolore che spingerà Libero, la cui esistenza è, oltretutto, drammaticamente contrassegnata dalla dialisi, a partecipare ad una corsa clandestina a folle velocità sul circuito di Misano e che gli costerà la vita, forse liberandolo così definitivamente dai suoi fantasmi d'infelicità.
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