giovedì 27 marzo 2014

ARRIVEDERCI, MOSTRO!

 
2010, anno della pubblicazione del nuovo album, intitolato "Arrivederci, MOSTRO!". Precisamente l'11 di maggio, esattamente 20 anni dopo l'album del debutto del cantautore.
Dopo cinque anni di lavoro, Ligabue torna con questo album di inediti, che riceverà  il 28 Maggio 2010 , il WIND MUSIC AWARD.
L'album, viene certificato a Luglio, come disco di diamante per le 200.000 copie vendute e successivamente rimarrà per 6 mesi uno dei più venduti nella classifica italiana.
"Un colpo all'anima", il primo brano estratto dall'album è stato ascoltato al "LIGADAY" tenutosi il 15 aprile.
Tra le canzoni più discusse del disco, è da segnalare Quando mi vieni a prendere? (Dendermonde 23/01/09), che descrive un fatto realmente accaduto  a Dendermonde il 23 gennaio del 2009, quando un ragazzo, vestito da Pierrot, entrò in un asilo della cittadina belga con un coltello, uccidendo due bambini e una maestra. Ligabue, scosso da questo fatto di cronaca, ha scritto la canzone che è tuttora la più lunga della sua discografia con la durata di 7 minuti.

BRANI:
  1. Quando canterai la tua canzone - 3:34
  2. La linea sottile - 4:02
  3. Nel tempo - 3:48
  4. Ci sei sempre stata - 4:58
  5. La verità è una scelta - 4:17
  6. Caro il mio Francesco - 6:00
  7. Atto di fede - 4:10
  8. Un colpo all'anima - 3:20
  9. Il peso della valigia - 4:38
  10. Taca banda - 2:30
  11. Quando mi vieni a prendere? (Dendermonde, 23/01/09) - 7:05
  12. Il meglio deve ancora venire - 4:20
  13. Un colpo all'anima (Versione acustica)

Ligabue ha dichiarato :

« Ognuno di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi. Li si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative e chissà in quali altri modi ancora. Sappiamo, però, che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo.
Credo di conoscere abbastanza bene i miei "mostri", mi fanno compagnia da tanto tempo. Può darsi che sia anche per questa lunga frequentazione che ora, in questa fase della mia vita, mi sembrano meno "potenti" e "ingombranti". Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. Loro come tutti gli altri.
So benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: "Addio, mostro!" ma un più prudente e realistico "Arrivederci, mostro!". Un titolo però che, solo a pronunciarlo o a leggerlo, mi porta a galla sensazioni come sollievo, voglia di giocare, leggerezza, energia e fiducia. Tutte sensazioni che mi piacerebbe che quest'album vi trasmettesse in pieno »


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