mercoledì 5 marzo 2014



"GLI OSTACOLI DEL CUORE"

C'è un principio di magia
Fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri
Fra una sera che non muore
E una notte da scartare
Come un pacco di natale

C'è un principio d'ironia
Nel tenere coccolati
I pensieri più segreti
E trovarli già svelati
E a parlare ero io
Sono io che li ho prestati

Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme

C'è un principio di allegria
Fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare
Anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare
Un ridicolo pensiero

Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme

Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme

C'è un principio di energia
Che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire ed il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare
Fra gli ostacoli del cuore

Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme

Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme 


 Il 2006 è anche l’anno del debutto di Ligabue come autore per un’interprete femminile: "Gli ostacoli del cuore", scritta per Elisa, conquista le vette dell’airplay radiofonico italiano. Il videoclip del brano segna anche il debutto di Ligabue alla regia in ambito musicale.


Gli ostacoli del cuore è l'unica canzone inedita presente in un album di Elisa di cui l'artista è solo interprete. Oltre ad essere l'autore del brano, Ligabue canta nella parte finale della canzone. Dopo Teach Me Again, questo è il secondo singolo consecutivo di Elisa che si presenta sotto forma di duetto.
Il brano è stato inserito nella raccolta Caterpillar in una versione cantata unicamente da Elisa, nell'album Ivy in versione acustica riarrangiata e nella raccolta americana Steppin' on Water in una inedita versione col testo in inglese intitolata So Much of Me. È inoltre contenuto nella colonna sonora del film Mi fido di te diretto da Massimo Venier.





In memoria di De Andrè

Sanremo 2014

Ieri, martedì 18 febbraio, in memoria della nascita del grande cantautore italiano, Fabrizio De Andrè, Ligabue si è esibito in apertura del festival di Sanremo, con la canzone  Crêuza de mä , accompagnato da Mauro Pagani.
http://www.youtube.com/watch?v=y3zXAgabvNs
  
 Crêuza de mä

                                           

Umbre de muri muri de mainé                                        
dunde ne vegnì duve l'è ch'ané
da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa
e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua
e a muntä l'àse gh'é restou Diu
u Diàu l'é in çë e u s'è gh'è faetu u nìu
ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria
e a funtan-a di cumbi 'nta cä de pria
E 'nt'a cä de pria chi ghe saià
int'à cä du Dria che u nu l'è mainà
gente de Lûgan facce da mandillä
qui che du luassu preferiscian l'ä
figge de famiggia udù de bun
che ti peu ammiàle senza u gundun
E a 'ste panse veue cose che daià
cose da beive, cose da mangiä
frittûa de pigneu giancu de Purtufin
çervelle de bae 'nt'u meximu vin
lasagne da fiddià ai quattru tucchi
paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi
E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi 
emigranti du rìe cu'i cioi 'nt'i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä

18 Febbraio, 2014



LA NEVE SE NE FREGA.



La neve se ne frega


2004..l'anno della pubblicazione del suo libro,  Ligabue continua a sorprendere e si presta davvero a tutto ciò che è arte. Il cantautore si mette in gioco, pubblicando un vero e proprio romanzo,romanzo che viene definito dai suoi milioni  di fan, prettamente e squisitamente romantico e appassionato, meravigliosamente poetico ma anche dolcemente malinconico. Il libro, diventerà poi, una canzone del suo ultimo album " MONDOVISIONE", uscito il 26 novembre.
TRAMA..
La storia, viene narrata nel 2166, in una casa di una giovane coppia, Difo e Natura.
Questi, vivono in una società "controllata",  dove le leggi sono regolate dal Piano Vidor, cioè tutti gli uomini vengono osservati da telecamere dal Governo e ne si conoscono tutti i pensieri, sentimenti e linguaggio.
, vi è uno stile di vita opposto a quello dell'attuale civiltà Occidentale improntata sulla libertà dell'individuo. I personaggi di questa società nascono in un’età avanzata e muoiono a zero anni. Si nasce inoltre per mezzo di apposite macchine.
Vidor in cui le persone possono nascere esclusivamente da capsule. La quiete quotidiana della giovane coppia viene interrotta dallo strano fenomeno. Il Governo si adopera per fare in modo che venga risolto al più presto il problema, poiché questa interruzione del perfetto meccanismo di vita e morte dei cittadini comporterebbe uno sconvolgimento della società. A causa di questa alterazione sociobiologia e con l’aiuto di un detenuto segregato nel livello Opal ( le prigioni ), Natura e Difo vengono a conoscenza del mistero del nascere. Essi sono molto affascinati da tale mistero, e talvolta vengono colti da forti emozioni.Ma Piano Vidor, si presenta un difetto: Natura rimane incinta, cosa impossibile nel piano
Nel finale i due protagonisti tornano bambini rammentando gli anni passati, finché d'un tratto non sono più in grado di riuscire a parlare, tornati all'età di zero anni..
Il romanzo pone la sua attenzione al mistero del nascere, sviluppandolo in modo dettagliato. Nel libro emerge anche il tema dell’abuso delle tecnologie più avanzate trasformate in strumenti di potere e oppressione, proprio come in 1984 di George Orwell, a cui Ligabue si ispira.
IL SENSO DELLA NEVE
La neve se ne frega”, vuole mettere in risalto la  neve. La neve è così determinante  perché interferisce con le riprese delle telecamere del Piano Vidor, facendo in modo che il governo non possa controllare l'intera citta almeno durante le nevicate. In questo modo la neve assume un significato simbolico all’interno del racconto: rappresenta la libertà tanto negata ai cittadini, è un elemento che va contro le ingiustizie sociali, contro tutti gli strumenti di potere e di oppressione che si servono delle tecnologie più avanzate. 
 
Grazie per la neve che sta scendendo. Mi è sempre piaciuta, ma adesso mi sembra proprio puntuale. Tempestiva. Porta pulizia. Porta bianco. Costringe all’attenzione. Ai tempi lunghi. Lima rumori e colori. Lima le bave dei sensi. Ce n’è bisogno. Ancora per un po' ”.

sabato 15 febbraio 2014

"Nome e Cognome"


  1. Intro - 1:02
  2. Il giorno dei giorni - 4:21
  3. Happy Hour - 4:14
  4. L'amore conta - 4:23
  5. Cosa vuoi che sia - 3:36
  6. Le donne lo sanno - 4:26
  7. Lettera a G. - 5:20
  8. Vivere a orecchio - 3:49
  9. Giorno per giorno - 4:50
  10. È più forte di me - 4:02
  11. Sono qui per l'amore - 4:45

Pubblicato il 16 settembre 2005, il disco esce tre anni dopo l'ultimo lavoro di inediti di Ligabue, differenziandosi dai precedenti album per la ricerca di nuove sonorità (sempre restando nel campo rock), grazie anche alla collaborazione con musicisti che hanno integrato (e in qualche caso sostituito) la band in fase di incisione dell'album.
 Il titolo dell'album deriva da un verso dell'ultima traccia, Sono qui per l'amore, e vuole manifestare una certa attinenza con la propria vita e i propri alti e bassi: l'autore stesso definendo l'album ha parlato di una sorta di "autoritratto", di un "autoscatto dell'anima". Nelle liriche non si ritrova il Ligabue crudo, diretto e spontaneo dei primi album, e nemmeno quello disilluso, realista e un po' visionario di Buon compleanno Elvis e Miss Mondo, ma piuttosto un Ligabue riflessivo, romantico e più legato ai temi della quotidianità e del rapporto sentimentale con l'altro sesso, come lui stesso dichiara.
L'accoglienza del pubblico è calorosa, il disco entra direttamente in prima posizione nelle classifiche di vendita italiane, vendendo 250.000 copie solo nella prima settimana di commercializzazione. Il 30 luglio 2006, dopo ben 45 settimane di presenza in classifica, ritorna il primo disco più venduto in Italia.

sabato 1 febbraio 2014

Radiofreccia

RADIOFRECCIA

« Io credo che fare il regista sia una cosa molto lontana dalla mia natura. La musica è un'esperienza più immediata. Il cinema ha a che fare con i filtri, con la progettazione, e quelli non sono i miei modi. Però ho sentito che era un'offerta che non potevo rifiutare. Volevo raccontare una storia, volevo immortalare un mondo e ricordare i miei quindici anni, e quello era il modo migliore di farlo. »
 Nel 1998, dopo la pubblicazione di "Fuori e dentro al borgo", Luciano Ligabue pubblica il suo primo film che ha come base alcuni racconti del libro.
E' il primo film scritto e diretto dal cantautore ed ottiene un inaspettato successo, tanto che riceve tre David di Donatello, due Nastri d'argento..

LA TRAMA
È la notte del 20 giugno 1993: Bruno Iori, il deejay di Radiofreccia, all'alba del diciottesimo anniversario della fondazione della stessa, decide di chiuderla. Prima di farlo rievoca gli anni passati, partendo proprio dagli episodi che portarono alla creazione di quella che un tempo era Radio Raptus. Il  flashback risale al 1975 in una cittadina emiliana identificata da molti come  Correggio, il borgo di Ligabue.
Bruno, ragazzo affascinato dalla musica, fonda la propria radio, chiamata Raptus. Aiutato dai suoi amici Iena, Tito, Boris, e soprattutto Freccia, Bruno vedrà crescere sempre di più la sua radio, che però perderà la connotazione di libertà per diventare sempre più una realtà commerciale.
La vita dei suoi amici non sarà per niente facile..  Tito tenterà di uccidere il padre che abusava della sorella, mentre Iena sposerà una donna che lo tradirà con Boris il giorno stesso delle nozze, durante il ricevimento. La sorte peggiore toccherà però a Freccia, che cadrà nella tossicodipendenza a causa della sua relazione con una ragazza eroinomane.
La sua dipendenza gli farà perdere il lavoro e gli procurerà diverse frizioni con i suoi amici, ed in particolar modo con Bruno, e gli causerà molti guai con la giustizia. L'amore di Marzia lo farà riprendere, ma la delusione d'amore con Cristina, la cugina della moglie di Iena lo farà ripiombare fatalmente nella droga. Dopo la sua morte, Radio Raptus verrà ribattezzata, in suo onore, Radiofreccia.
  • Stefano Accorsi: Freccia
  • Luciano Federico: Bruno
  • Cosima Coccheri: Ragazza eroinomane
  • Paolo Cremonini: Omero
  • Fulvio Farnetti: Virus
  • Ottorino Ferrari: Pluto
  • Serena Grandi: Madre di Freccia
  • Francesco Guccini: Adolfo
  • Manuel Maggioli: Bonanza
  • Alessio Modica: Iena
  • Antonella Tambakiotis: Nadia
  • Cristina Moglia: Cristina
  • Patrizia Piccinini: Marzia
  • Enrico Salimbeni: Tito
  • Paolo Maria Scalondro: Carlo
  • Davide Tavernelli: Kingo
  • Roberto Zibetti: Boris 
"Fuori come va?


E' il settimo album inciso dal cantautore rock  Luciano Ligabue, pubblicato il 26 aprile 2002. Nel disco sono presenti anche due canzoni, Libera uscita e Questa è la mia vita, realizzate per il film Da zero a dieci e inserite nel disco, uscito pochi mesi dopo il film, dopo la decisione di non realizzarne un disco con la colonna sonora, come avvenne invece nel 1998 dopo l'uscita nei cinema di Radiofreccia, il primo film del cantautore emiliano.



  Tracce
  1. Nato per me 
  2. Tutti vogliono viaggiare in prima
  3. Ti sento
  4. Questa è la mia vita
  5. Tu che conosci il cielo
  6. Il campo delle lucciole
  7. Voglio volere
  8. Eri bellissima
  9. Libera uscita
  10. Tutte le strade portano a te
  11. In pieno rock'n'roll
  12. Chissà se in cielo passano gli Who 
 
  Il settimo album in studio di Ligabue, "Fuori come va?" dà avvio a una nuova serie di concerti che culmina in un tour senza precedenti in Italia: l’artista si esibisce (con line up e scalette differenti) nei palasport e nei teatri con un doppio spettacolo itinerante. 
"Da zero a dieci" 
 
 ..."C'ho quasi quarant'anni e pago le tasse, chi è che mi rappresenta? Chi è che parla per me? Chi è che mi sta anche solo a sentire? E poi si può sapere perché a Rimini il tramonto va sulle case, il tramonto va sul mare? Cazzo! Com'è? Com'è che ci rovesciate sempre tutto? (Baygon)"...



Da zero a dieci è un film del 2002 diretto dal cantante Luciano Ligabue, alla sua seconda esperienza registica dopo il successo di Radiofreccia.Il film è stato presentato in una proiezione speciale della Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 2002.

TRAMA 
 
Baygon, Libero, Biccio e Giove sono quattro amici quasi quarantenni che vivono a Correggio e conducono una vita abbastanza tranquilla. Durante l'estate del 2000 decidono di trascorrere un fine settimana a Rimini, giusto venti anni dopo quello bruscamente interrotto a causa della morte del più giovane della compagnia, Mirco, appena sedicenne, nell'attentato alla stazione di Bologna. Tutto, dalla camera di albergo alle compagne di avventura, verrà programmato da Libero in ricordo di quella esperienza, con l'illusione di poter riafferrare le briglie di sentimenti e follie ormai lontani.
Durante la loro vacanza, Libero si preoccuperà di organizzare i "compleanni", ovvero giornate dedicate alla realizzazione dei desideri e delle aspirazioni di ciascuno dei quattro: e così Giove, aspirante musicista con la mania di chiedere a tutti di dare voti - da 0 a 10 - alle proprie vite, si ritroverà a cantare l'unica canzone da lui scritta su un palco appositamente allestito; Baygon, goliardico quanto scarso latin-lover, potrà trascorrere la notte con quattro prostitute; Biccio, medico omosessuale, potrà sfilare per la città su una carrozza in abiti da drag queen; addirittura Mirco avrà il suo posto, con una commemorazione nella sala tv della pensione presso la quale i quattro amici alloggiano, commemorazione che in realtà si trasformerà in una amara resa dei conti tra Libero, che in vent'anni non è riuscito a smorzare il divorante senso di colpa per la morte del compagno d'avventure (lasciato partire da solo in treno mentre gli altri si erano già organizzati diversamente) ed i tre, accusati d'averne cancellato il ricordo ma in realtà tutti ancora profondamente feriti, sebbene intimamente convinti che il trascorrere del tempo non lo si possa arginare, né si possa accettare di lasciarsi distruggere dal dolore.
Quello stesso dolore che spingerà Libero, la cui esistenza è, oltretutto, drammaticamente contrassegnata dalla dialisi, a partecipare ad una corsa clandestina a folle velocità sul circuito di Misano e che gli costerà la vita, forse liberandolo così definitivamente dai suoi fantasmi d'infelicità.

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